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USAGI YOJIMBO: TRA LA VITA LA MORTE, JULY 2002

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USAGI YOJIMBO: TRA LA VITA LA MORTE, JULY 2002

Postby Steve Hubbell » Wed Feb 25, 2015 13:43 +0000

INTERVISTA A STAN SAKAI
by GIANLUCA PIREDDA (USAGI YOJIMBO: TRA LA VITA LA MORTE, JULY 2002)


GIANLUCA PIREDDA: Usagi Yojimbo é nato come personaggio “umano” all’interno della tua serie “Oakenshield Hermy”. Come hai deciso di ritrasformarlo in un personaggio antropomorfo?

STAN SAKAI: Volevo fare un fumetto con personaggi umani ispirato a Miyamoto Musashi, un samurai vissuto nel Giappone feudale.

Tuttavia, un giorno stavo disegnando nel mio “sketch book” ed ho disegnato un coniglio con le orecchie tirate all’insù come i capelli di un samurai (chonmage) e quel disegno mi é piaciuto molto. Quindi ho deciso di cambiare l’umano Musashi nel coniglio Usagi. In Giapponese Usagi vuol dire “coniglio”.

GIANLUCA PIREDDA: Come mai non hai mai voluto pubblicare la prima versione di “Oakenshield Hermy”?

STAN SAKAI: Ho ridisegnato Oakenshield and Hermy con animali ed é stata pubblicata come “The Adventures of Nilson Groundthumper and Hermy”.

La prima storia é apparsa nel 1984 su Albedo Comics #1. Le altre storie sono apparse su Critters pubblicate dalla Fantagraphics, che pubblicava le storie di Usagi negli Stati Uniti.

Nilson é un coniglio e Hermy é un porcellino d’india. Le loro avventure sono ambientate in Europa circa nello stesso periodo in cui Usagi é in Giappone.

Tuttavia nelle loro storie c’é molto più umorismo che in quelle di Usagi.

GIANLUCA PIREDDA: Un sacco di tuoi personaggi hanno un aspetto antropomorfo. Come é nata questa passione?

STAN SAKAI: Sono cresciuto leggendo storie di super eroi e quindi era quello il tipo di storie che volevo fare. Ma dopo aver creato Usagi ho iniziato a disegnare animali divertenti ed ho riscoperto che al momento preferisco disegnare personaggi antropomorfi.

GIANLUCA PIREDDA: Preferisci la Disney o la Warner?

STAN SAKAI: Preferisco la Disney perchè nei loro personaggi traspaiono maggiormente le emozioni. Nei cartoons della Warner c’é maggiore Humor.

GIANLUCA PIREDDA: La prima versione di Usagi era completamente differente da quella attuale. É stata una genesi difficile?

STAN SAKAI: Usagi appare diverso da quando é stato pubblicato la prima volta, ma non l’ho cambiato intenzionalmente. É stata una evoluzione naturale. Usagi é stato pubblicato per la prima volta nel 1984 quindi ho avuto modo di disegnarlo per molto tempo ed ho ottenuto molta più confidenza nel disegnarlo. Inoltre il mio stile di disegno si é sviluppato negli anni. Si é sciolto molto e ora realizzo poche matite, il più lo disegno durate la fase di inchiostrazione.

GIANLUCA PIREDDA: Nilson, però, mi sembra rimasto quasi immutato...


STAN SAKAI: Al momento penso che Nilson sia veramente molto differente. Ha grosse sopracciglia e un ciuffo di capelli sulla sua testa. Ha anche dei larghi denti da coniglio.

GIANLUCA PIREDDA: Nel corso degli anni Usagi é stato pubblicato da una marea di editori diversi per poi approdare allo Dark Horse. Avresti mai pronosticato un successo cosi grande per il tuo personaggio?

STAN SAKAI: É vero, Usagi é stato pubblicato da un gran numero di compagni negli Stati Uniti, ma ora le compagnie che pubblicano i suoi volumi sono due: La Fantagraphics Books continua a pubblicare la raccolta dei primi sei volumi e la Dark Horse pubblica le serie a fumetti e nuovi albums. Al momento ci sono quindici volumi da collezione ed un libro dedicato a Space Usagi.

Non avrei mai immaginato che Usagi potesse diventare così popolare. Io scrivo giusto il tipo di storie che mi piacerebbe leggere.

Sono veramente molto felice che a così tanta gente piacciano queste storie.

GIANLUCA PIREDDA: A proposito di Space Usagi, i lettori come hanno accolto il progetto?

STAN SAKAI: Space Usagi é un discendente dell’originale Usagi Yojimbo.

Penso che sia un cross-over tra Guerre Stellari e Akira Kurosawa- ma Star Wars era ispirato a uno dei film di samurai di Kurosawa. Mi sono divertito molto nel realizzare questa serie e continuo a ricevere molte richieste da parte dei fans perchè la continui. In molti modi Space Usagi mi ha dato più libertà di Usagi Yojimbo perchè con Usagi devo mantenere la veridicità della cultura e della storia giapponese, mentre con Space Usagi posso andare oltre le tradizioni giapponesi. Avevo astronavi disegnate con motivi giapponesi, ninja futuribili con shuriken a ricerca di calore e che si spostano in battaglia non con cavalli, ma con astronavi monoposto.

GIANLUCA PIREDDA: Se esiste un discendente futuristico di Usagi, questo significa che ne esiste senz’altro uno contemporaneo...

STAN SAKAI: Si, c’é. Si chiama Terry Miyamoto ed é un reporter investigativo del quotidiano di Los Angeles. Ho scritto una storia dove lei era coinvolta in un omicidio misterioso. Ho disegnato circa dieci pagine della storia quindi l’ho messa da parte. Queste pagine sono state pubblicate in una “fan magazine” amatoriale e non hanno mai avuto una grande diffusione. Non ho mai avuto il tempo di finire la storia.

C’è una linea dinastica che può essere ricostruita partendo da Usagi, seguendo chi è il proprietario delle sue spade.
Terry oggi è la proprietaria delle due spade Willow Branch e Young Willow.

GIANLUCA PIREDDA: Chi non segue il mercato fumettistico conosce Usagi per via delle sue apparizioni nella serie animata delle Teenage Mutant Ninja Turtles. Le apparizioni televisive ti hanno portato nuovi lettori?

STAN SAKAI: La gente viene da me frequentemente durante le convention e le mostre dicendomi che hanno iniziato a leggere Usagi perché lo avevano visto per la prima volta nei due episodi delle TMNT.

Alcuni di loro hanno ancora l’action figures che faceva parte dalla toy line.

GIANLUCA PIREDDA: C’é stata anche una seconda Action Figure di Usagi realizzata dall’Antarctic Press.

Com’é andata, dal punto di vista delle vendite?

STAN SAKAI: Credo sia andata piuttosto bene. Stavamo parlando anche di una seconda action figure, ma abbiamo tenuto tutto nel cassetto.

Il mercato dei giocattoli ispirato a questo tipo di materiale è andato incontro a una crisi tant’é che l’Antarctic ha chiuso la sua divisione “Toys”.

GIANLUCA PIREDDA: E a proposito di Comicons, qualche volta mi é capitato di incontrare gente che mi dice di aver conosciuto Usagi grazie ad un vecchio videogame per Commodore 64...

STAN SAKAI: Questo gioco venne fatto nei tardi anni ottanta in Australia e venne venduto in Europa. Loro rimasero fedeli alle storie che stavo scrivendo. Quando la gente muore nel gioco compare un piccolo teschio sulle loro teste, come faccio io. Quando Usagi commette un errore, tipo uccidere una persona innocente, deve espiare quel che ha fatto attraverso il tradizionale modo del samurai: commettere il seppuku, il suicidio rituale.

GIANLUCA PIREDDA: Hai mai pensato di ripetere l’esperienzo?

STAN SAKAI: Un nuovo videogame é attualmente in fase di sviluppo. Fortunatamente, questo sarà approvato e distribuito nei negozi.

GIANLUCA PIREDDA: E a proposito di tecnologia, nel sito della Dark Horse sono presenti anche alcuni e-comics di Usagi.

Pensi che in un prossimo futuro internet giocherà un ruolo fondamentale nell’industria o ha già iniziato a giocarlo?

STAN SAKAI: Ci sono stati diversi e-comics dedicati ad Usagi, tutti adattati dalle versioni stampate. La Dark Horse ha anche sviluppato un gioco su Usagi disponibile sul sito.

GIANLUCA PIREDDA: Qualche volta si torna a parlare di una serie televisiva dedicata ad Usagi, ed ho anche avuto la fortuna di vederne un demo.

Puoi dare qualche news riguardo questo progetto?

STAN SAKAI: C’é un gran numero di compagnie interessate ad Usagi o a Space Usagi per farne una serie TV o per realizzarne film animati tradizionalmente o disegnati al computer. Una di queste compagnie voleva anche farne un film dal vivo.

Attualmente, in ogni caso, non ci sono piani per un progetto simile.

GIANLUCA PIREDDA: Oggi un sacco di giovani autori si stanno ispirando ai grandi “Mangaka” Nipponici.

Questo non accadeva nel 1981, quando hai creato Usagi e il suo mondo, in un periodo in cui in USA si ignorava cosa fossero i Manga e gli Anime.

É Stato difficile imporre il tuo tratto nel mercato?

STAN SAKAI: Non penso Usagi sia un vero manga. É ispirato alla storia giapponese, ma le storie e le tecniche narrative sono molto più western che giapponesi.

GIANLUCA PIREDDA: Le tue storie sono pubblicate anche in Giappone?

STAN SAKAI: Al momento Usagi non é pubblicato in Giappone. Non credo ci sia mai stato un fumetto western che abbia avuto un grande impatto nell’industria giapponese.

Qualche anno fa sono stato in visita in qualità di ospite alla Osamu Tezuka Production. Tezuka é stato il creatore di Astro Boy, Kimba e molti dei primi e migliori fumetti giapponesi e cartoni animati. Lui viene anche chiamato “Il dio dei fumetti”. Li ho incontrato molti editori e animatori.

GIANLUCA PIREDDA: Hai nominato Akira Kurosawa e nella tua biografia é menzionato quale uno degli artisti che ti hanno influenzato maggiormente.

Pensi ci sia uno stretto legame tra fumetto e cinema?

STAN SAKAI: C’é un legame definito tra cinema e fumetto. Sono entrambi prevalentemente arti visive e raccontano storie in ordine sequenziale.

Molte delle mie tecniche di narrazione sono prese dai film piuttosto che dai fumetti. Il montaggio, le varie inquadrature, e perfino il modo in cui certi personaggi sono introdotti nella storia sono tutti presi dal cinema.

GIANLUCA PIREDDA: Per te il fumetto é arte o business?

STAN SAKAI: Penso che il fumetto sia entrambi. Mi piace farlo per l’arte, ma devo anche essere pratico e pagare le bollette.

GIANLUCA PIREDDA: Pensi che questo tuo “Melting Pot” artistico sia stato uno dei fattori che hanno determinato il tuo successo?

STAN SAKAI: Potrebbe essere una delle ragioni del successo, ma forse può anche essere che scrivo e disegno il tipo di storie che molta gente ama leggere.

GIANLUCA PIREDDA: Devo dire che i ragazzi alla Dark Horse sono veramente gentili e disponibili. Penso sia il tipo di gente ideale con cui lavorare.

Che tipo di rapporto hai con loro?

Ti danno totale libertà creativa o qualche volta puntano i piedi su qualche idea?

STAN SAKAI: Mi piace la gente alla Dark Horse. I contratti che stipulano con tutti i miei supervisori garantiscono che loro non hanno voce in capitolo sulle storie e i disegni. Sono benvenuti suggerimenti, in ogni caso. Il mio supervisore ad ogni modo non vede la storia finché non gli invio i disegni completi.

GIANLUCA PIREDDA: Che cosa ti affascina così tanto nella storia giapponese?

STAN SAKAI: Io sono un una terza generazione Giapponese-Americano e sono cresciuto alle Hawaii, dove vive una enorme popolazione giapponese quindi sono cresciuto in mezzo alla cultura giapponese — festival, tradizioni, film. Questo fa parte del mio patrimonio culturale.

Inoltre é un periodo interessante della cultura del mondo. Mentre tutto il mondo era stato esplorato completamente, il Giappone era rimasto isolato. Questo era che un periodo veramente turbolento nella storia del Giappone - stavano arrivando un sacco di cambiamenti sia culturale che politici - e quindi lo trovo veramente affascinante.

GIANLUCA PIREDDA: Com’é una giornata tipica di Stan Sakai?

STAN SAKAI: Mi alzo circa alle 5.30 am e preparo il pranzo per la pausa scolastica dei miei figli. Li aiuto a prepararsi - colazione ecc. Loro e mia moglie partono intorno alle 7.00 am. Mi collego ad internet per leggere e-mails, leggere le ultime notizie e navigo per un po’.

Inizio a disegnare intorno alle 9 con la radio o la tv accesa. Faccio una pausa per pranzo. Disegno un altro po’. Qualche volta inizio a preparare la cena.

E una routine piuttosto noiosa.

Mi piace il rumore quando disegno, quindi devo avere la televisione, la radio o il cd accesi. Tuttavia ho bisogno di totale tranquillità quando scrivo, quindi mi rinchiudo nello studio.

Disegnare é un processo più lungo ma, per me, scrivere richiede molta più fatica e concentrazione.

GIANLUCA PIREDDA: Cosa guardi in TV?

STAN SAKAI: Quando accendo la tv o metto su un DVD, mi piace guardare cose che non ho bisogno di seguire per capire di cosa parlano - gli action movies sono ottimi perché non ho bisogno di prestare attenzione a quello che accade sullo schermo. Li uso principalmente per farmi compagnia mentre disegno. Se in TV c’é qualcosa di troppo interessante ho la tendenza a guardarla e a ritrovarmi con dei disegni non terminati.

GIANLUCA PIREDDA: Invece, parlando di radio, quale tipo di musica ascolti?

STAN SAKAI: Mi piace la classica e il vecchio rock tipo i Beatles o i Moody Blues.

Il più delle volte tengo la radio accesa su un talk show.

GIANLUCA PIREDDA: Quando navighi che tipo di siti preferisci visitare?

STAN SAKAI: Di solito mi attengo a una routine ben definita.

Dopo aver risposto alle e-mail, generalmente vado nel sito di Usagi - www.usagiyojimbo.com - dove mi collego al forum (spazio di discussion ne tra appassionati), quindi vado su alcuni siti di fumetti.

GIANLUCA PIREDDA: Hai tempo per quatche hobby?

STAN SAKAI: Mi piace dipingere, ma non ho il tempo di fare più di un paio di quadri all’anno. Mi piace lavorare ad olio ma mi diverte anche l’acquarello perchè posso finirne uno piuttosto in fretta.

Inoltre amo viaggiare, quindi sono veramente fortunato di essere in un business dove ho occasione di viaggiare piuttosto di frequente.

GIANLUCA PIREDDA: Hai mai pensato di realizzare delle storie pittoriche di Usagi?

STAN SAKAI: Ho fatto un paio di storie acquerellate di Usagi. La prima, “Return to Adachi Plain”, é stata stampata negli stati uniti in una edizione limitata da “The Dragon Bellow Conspiracy”. L’ho ridisegnata ed é stata inchiostrata dal mio buon amico Sergio Aragones e stampata in bianco e nero sull’ UY Book numero 11: “Seasons” (La pubblicheremo su Usagi Yojimbo n.7. ndr).
L’altra storia acquerellata, “The Guardian”, é stata stampata nel “Trilogy 2 Tour book”. Nel 1998. Jeff Smith, Charles Vess, Linda Medley, Jill Thompson, Mark Crilley ed io siamo stati in un tour nazionale negli Stati Uniti, e abbiamo anche pubblicato un volume antologico che presentava il nostro lavoro.

GIANLUCA PIREDDA: Durante i tuoi viaggi, sei mai stato in Italia?

STAN SAKAI: Non sono mai stato in Italia, ma mi piacerebbe un giorno o l’altro. Sono stato in Francia a gennaio per il festival di Angouleme, in aprile sarò a Bruxelles per l’inaugurazione di una mostra, in maggio sarò in Svizzera, in giugno a Dallas (Texas), a luglio alle Hawaii e in agosto al festival internazionale del fumetto di San Diego, California.

GIANLUCA PIREDDA: Alcune majors stanno chiamando dei “grandi nomi” per realizzare delle versioni personali dei loro personaggi.

Quale personagglo ti piacerebbe disegnare o reinventare?

STAN SAKAI: Ho visto dei disegni di Usagi realizzati da alcuni dei migliori autori al mondo - Frank Miller disegnò una cover di Usagi per un’antologia della Dark Horse, Sergio Aragones ne disegnò una versione simpatica, ho un Space Usagi molto raffinato disegnato da Geoffrey Darrow, Guy Davis ha fatto un paio di pin up per me.

Mi piacerebbe vedere un disegno di Usagi fatto da Milo Manara. Il suo stile di inchiostrazione é una grande influenza per me. Inoltre mi piacerebbe un Usagi realizzato da Matt Wagner (a proposito, sto illustrando una storia di Grendel scritta da Matt per una serie della Dark Horse).

Per quanto riguarda quale personaggio mi piacerebbe disegnare, penso che questo sarebbe Groo di Sergio Aragones.

Mi piacciono anche I Simpsons ed ho scritto e disegnato una loro storia per “Treehouse of Horror comic book”, dell’anno scorso.

GIANLUCA PIREDDA: A proposito dei Simpson, spesso mi trovo a leggere nei credits il nome di Richard Sakai (nome che compare anche nella serie “The critic”).

Siete forse parenti?

STAN SAKAI: Che io sappia, non siamo parenti.

GIANLUCA PIREDDA: Oltre che un grande autore, sei anche un ottimo Letterista, ed hai ricevuto numerosi premi per questa tua attività.

Che stile usi?

STAN SAKAI: Penso che lo stile sia tutto mio. Non ho mai intenzionalmente iniziato un lettering con un particolare stile in mente e non ho mai cercato di emulare lo stile di nessun altro.

GIANLUCA PIREDDA: Pensi che il Lettering computerizzato tolga fascino alle produzioni?

STAN SAKI: Il lettering computerizzato va bene. Niente distrugge una buona storia o degli ottimi disegni disegni quanto un pessimo lettering. Questo permette a tutti di dare al fumetto un aspetto professionale. Tuttavia negli stati uniti tutti usano lo stesso font.

Il brutto é che ora il lettering è diventato più un lavoro tecnico, che una forma di espressione artistica in sé.

Il mio editore tedesco ha disegnato un tipo di font basato sul mio lettering e lo sta usando nella sua edizione di Usagi.

GIANLUCA PIREDDA: Che pensi del lavoro della Comicraft?

STAN SAKAI: Probabilmente sono i leader nel campo da quando si é iniziato a letterare al computer, almeno qui negli Stati Uniti.

GIANLUCA PIREDDA: Mi piacerebbe che tu facessi un appello a tutti quei Manga fan scettici riguardo ad un Manga con influenze Americane (o viceversa…).

Cosa gli diresti per convincerli ad acquistare Usagi?

STAN SAKAI: Nonostante io usi tecniche manga ed Usagi sia ambientato nella storia giapponese, i miei albi sono molto più western che manga quindi potrebbero essere molto più accessibili ai lettori europei.

Inoltre per raccontare una buona storia faccio un sacco di ricerche all’interno della storia e della cultura del Giappone quindi loro potrebbero anche imparare qualcosa dalla patria in cui i manga sono nati.

Ancora, ho ricevuto un sacco di premi per il mio lavoro - un “Parents Choice Award”, un “Inkpot”, diversi “Eisner Awards”, un “American Library Award” e due “Spanish Haxtur Awards” -

Quindi molta gente può pensare bene del fumetto…
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